CRIF. Cos'è e come funziona.

L'argomento di oggi mi sta molto a cuore, perché il rifiuto di un prestito o di un mutuo può comportare gravi disagi economici e psicologici, nonché materiali, alla gestione della propria vita quotidiana e familiare. Nella maggior parte dei casi le persone si recano direttamente presso l'istituto bancario per avviare una pratica di prestito o mutuo, senza prima avere certezza della propria situazione finanziaria, attuale o pregressa. Non si tratta di essere cattivi pagatori o meno, ma di avere consapevolezza del proprio storico e di ciò che potrebbe comportare. Due mensilità pagate in ritardo, un prestito non ancora estinto o, semplicemente, un dato non corretto, tutti eventi che potrebbero essere riportati nella propria scheda creditizia e inficiare un'eventuale pratica.
Ai miei clienti, quindi, consiglio sempre di richiedere l'analisi della propria "referenza creditizia" mediante il servizio di consulenza del CRIF e, solo dopo aver ottenuto dati precisi, procedere con pratiche di prestito o mutuo.
Vediamo insieme di cosa si tratta.
CRIF (Centrale Rischi d'Intermediazione Finanziaria) è la società che gestisce il SIC (Sistema d'Informazioni Creditizie), noto anche come EURISC.
Tale sistema raccoglie dagli istituti di credito informazioni sulla situazione creditizia di privati e imprese, creando una banca dati su finanziamenti rateali (prestiti, mutui, leasing, cessione del quinto), finanziamenti non rateali (fidi di conto, finanziamenti di anticipo su effetti o finanziamenti all'import/export) e carte di credito (carte rateali e a saldo).
Consiste, quindi, di una banca dati che istituti bancari e società finanziarie possono consultare per valutare l'opportunità o meno di concedere un prestito o un mutuo. Parallelamente è anche un importante strumento di consapevolezza per il soggetto che, avendo tutto l'interesse a non indebitarsi oltre le proprie possibilità, può conoscere il proprio livello di debito e di comportamento nei pagamenti.
Essere presenti nella banca dati di cui sopra non significa necessariamente essere cattivi pagatori: si tratta, infatti, di un sistema positivo o negativo, cioè contenente informazioni su finanziamenti pregressi o in corso a prescindere che i pagamenti siano regolari o meno.
Le informazioni ivi contenute comprendono:
- informazioni descrittive, quali tipologia del singolo rapporto di credito (prestito personale, mutuo ipotecario), fase in cui si trova (richiesto, accordato, estinto), piano di rimborso previsto (n° di rate, data di inizio) e banca che ha trasmesso le informazioni;
- informazioni sul rimborso del credito (debito residuo, andamento dei pagamenti, eventuali ritardi);
- data di aggiornamento delle informazioni riportate.
Ovviamente, l'attività del CRIF è regolamentata dal Codice Privacy, nello specifico dal Codice deontologico per i sistemi di informazioni creditizie private (2005), ed è periodicamente controllata. In particolare, le società che aderiscono al SIC possono consultare le informazioni solo per finalità collegate alla tutela del credito e al contenimento dei rischi. Quindi, solo nel momento in cui l'istituto bancario o la società finanziaria deve valutare una nuova richiesta di finanziamento o durante il periodo di rimborso del finanziamento stesso.
La cancellazione dei dati è automatica, senza bisogno di richiesta specifica, e le tempistiche di conservazione sono stabilite dal Codice deontologico:
- finanziamento richiesto e in corso di valutazione = 6 mesi;
- richieste di finanziamento rinunciate o rifiutate = 1 mese;
- finanziamenti rimborsati regolarmente = 36 mesi;
- 1/2 rate pagate in ritardo = 12 mesi dalla regolarizzazione (a condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano stati regolari);
- 3 o più rate pagate in ritardo = 24 mesi dalla regolarizzazione (a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano stati regolari);
- finanziamenti non rimborsati = 36 mesi.
È possibile richiedere al CRIF la cancellazione di dati negativi solo se si tratta di informazioni non correttamente segnalate o non aggiornate. Negli altri casi occorrerà attendere le tempistiche indicate. Per quanto riguarda i dati positivi, invece, sconsiglio assolutamente di richiederne la cancellazione, perché possono essere solo a favore del soggetto che va a richiedere un prestito o un mutuo, quale elemento aggiuntivo di conferma della propria affidabilità creditizia.
Laddove si voglia richiedere la correzione dei dati, è possibile contattare direttamente l'istituto bancario relativo al rapporto di credito da modificare oppure CRIF, il quale non agisce direttamente sulla correzione, dovendo fare richiesta di verifica alla banca interessata e attendere il suo riscontro. Per la risposta di CRIF occorrono circa 15 giorni, decorsi i quali può comunicare l'esito positivo o, nel caso in cui non avesse ancora ricevuto riscontro dall'istituto bancario, indicare un nuovo termine (altri 15 giorni circa). Se la banca non fornisce ulteriormente indicazioni, CRIF inibirà a chiunque consulti SIC la visibilità dei dati relativi al rapporto oggetto di verifica, restando sospesa per tutto il tempo necessario alla definizione della pratica.