Bonus sociale idrico

In continuità con l'ultimo articolo, relativo al bonus sociale elettrico, oggi parliamo di un'altra agevolazione, denominata bonus sociale idrico, e volta a far ridurre la spesa di acquedotto alle famiglie in condizioni di disagio economico e sociale. Nello specifico, consente di non pagare un determinato quantitativo di acqua all'anno, fissato in 50 litri al giorno a persona e individuato come corrispondente al soddisfacimento dei bisogni essenziali.
Si tratta di una misura prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 ottobre 2016, emanato in forza del cd. Collegato ambientale (L. n° 221/2015), e successivamente resa operativa dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).
Possono accedere all'agevolazione gli utenti del servizio di acquedotto in condizione di disagio economico e sociale, cioè parte di nuclei familiari:
- con indicatore ISEE non superiore ad € 8.107,50
- con indicatore ISEE non superiore ad € 20.000 con almeno 4 figli a carico (cd. famiglia numerosa).
- il documento d'identità in corso di validità
- la delega, eventualmente
- l'attestazione ISEE in corso di validità
- l'attestazione contenente i dati di tutti i componenti del nucleo ISEE (nome, cognome e codice fiscale)
- l'attestazione per il riconoscimento di famiglia numerosa (nel caso in cui l'ISEE sia superiore ad € 8.107,50 ma inferiore ad € 20.000, e vi siano almeno 4 figli a carico
- il codice della fornitura
- il nominativo del gestore idrico che emette la fattura.
Tale agevolazione può essere richiesta cumulativamente con il bonus sociale elettrico per disagio economico e/o fisico.
Il bonus acqua, come anticipato sopra, garantisce la fornitura gratuita di 50 litri/abitante/giorno (18,25 metri cubi/anno) per ogni componente della famiglia anagrafica. Si tratta di un quantitativo individuato come il minimo necessario per assicurare il soddisfacimento dei bisogni primari di un individuo. Sul sito del proprio gestore è possibile realizzare una simulazione per capire l'importo del bonus a cui il soggetto avrebbe diritto.
Dal momento in cui viene presentata la domanda all'effettiva erogazione possono trascorrere diversi mesi, motivati dal fatto che vi è un preciso iter che la richiesta deve seguire. Il Comune, infatti, ha un massimo di 30 giorni per la verifica e l'ammissione della domanda, con il suo successivo caricamento sul portale di SGAte ai fini della trasmissione al gestore. Dopodiché, il gestore ha a disposizione un massimo di 60 giorni per completare la valutazione della richiesta e comunicare a SGAte l'ammissione definitiva o il rigetto. In caso di esito positivo, all'utente diretto sarà riconosciuto il bonus nella prima fattura utile, mentre l'utente indiretto riceverà l'accredito (assegno o altra modalità) entro un periodo massimo di 60 giorni. In caso di rigetto, all'utente - diretto o indiretto - sarà comunicato l'esito negativo con motivazione.
Il bonus è riconosciuto per un periodo massimo di 12 mesi, al termine del quale l'utente - in presenza delle condizioni richieste - dovrà presentare un'apposita domanda di rinnovo almeno un mese prima della scadenza originaria. Al momento del rinnovo il cliente deve presentare una nuova attestazione ISEE valida per il periodo da cui decorre la nuova agevolazione.
Nel caso in cui, durante il periodo di agevolazione, cessi il contratto di fornitura (ad esempio, per cambio della residenza), il gestore provvede a liquidare la parte di bonus non ancora erogata nella fattura di chiusura.
Bonus integrativo locale
Si tratta di un'agevolazione migliorativa stabilita a livello locale, e che può comportare il riconoscimento di un beneficio economico aggiuntivo o diverso rispetto al bonus sociale idrico. I requisiti di ammissione e la quantificazione di tale bonus sono decisi a livello territoriale dal gestore in accordo con EGA (Ente di Governo dell'Ambito).